Vi porto in trasferta con i miei Whitecaps

In dieci giorni di trasferta abbiamo attraversato gli Stati Uniti, non da una sponda all’altra ma quasi.

Quasi 8500 km viaggiati; 14 ore solo di aereo a cui vanno aggiunte le attese in aeroporto e in trasferimenti da e per lo scalo; tre partite, prima a Columbus, Ohio poi a Kansas City nella Concacaf Champions League ed infine a Seattle.

Due vittorie, una sconfitta di misura e 2 ritardi per sospensione dovuti ai forti temporali.

Ecco il nostro viaggio:

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All Star Game: sarebbe meglio East vs West

È appena terminata la partita All-Star Game 2016 con la vittoria dell’Arsenal 1 a 2 contro le MLS All Stars.
Questo evento, nella mentalità americana, è molto sentito dato che vengono uniti nello stesso campo, nella stessa partita, i migliori giocatori di tutto il campionato. Le regole per le votazioni prevedono che una quota di giocatori venga scelta dai tifosi, un’altra dagli addetti ai lavori, come allenatori e dirigenti delle squadre, un’altra ancora dagli stessi giocatori e infine dal Commisioner Don Garber che ha diritto di voto per selezionare un

Ecco perchè le grandi stelle internazionali sono quasi sempre presenti in questa partita unite peró a giocatori meno conosciuti che stanno facendo un grande campionato, come ad esempio il mio compagno difensore Kendall Waston, il gigante buono, come mi piace chiamarlo. Proprio con i compagni di squadra spesso ci confrontiamo in vista di queste votazioni e ogni anno cresce sempre più il potenziale interesse per uno All-Star Game tutto made in MLS.

Invece che organizzare un’amichevole contro una grande squadra europea, con tutti i limiti che ció comporta, dalla differenza di condizione fisica alla presenza o meno dei big players causa Europeo/Mondiale, perchè non organizzare un East vs West in stile NBA?

Potrebbe si mancare un po’ di interesse internazionale rispetto alla modalità attuale, ma che fascino avrebbe una sfida a centrocampo tra l’East di Bradley, Lampard, Kaka contro Gerrard, De Jong e Jones? Riuscirebbero le difese guidate da Ciman o Van Damme a reggere l’urto di un tridente come Giovinco, Drogba, Villa o di una coppia Dos Santos, Dempsey?

Immagino quindi le difese un po’ sottopressione, ma proprio questo credo sia l’idea di All-Star Game, uno show, una partita esibizione dove mettere in campo i migliori giocatori per godere del miglior spettacolo.

Le sfide attuali possono sì attrarre più interesse grazie alla sfida contro una potenza europea, ma sarà sempre troppo impari ed in caso di vittoria MLS si parlerà ovviamente di differenza di condizione fisica.

È davvero il risultato che interessa in una partita del genere o invece lo show che i migliori giocatori del campionato possono dare?
Vedremo in futuro quale sarà la direzione che prenderà la lega, ma con il numero di stelle e la qualità del gioco in crescita costante, credo potrà essere una soluzione sempre più realizzabile.
Quale delle due idee a voi piace di piú?

La nostra finale di Voyagers Cup a Toronto

image“Defend the Cup” questo é lo slogan che è andato per la maggiore qui a Vancouver in questi giorni; infatti dopo aver vinto nel 2015 la Voyagers Cup, detta anche Canadian Championship, quest’anno siamo nuovamente in finale. Non piu’ Montreal Impact come avversario ma i ricchissimi Toronto FC delle stelle Giovinco, Bradley e Altidore; ma (s)fortuna nostra solo uno é disponibile, Sebastian the Atomic Ant.

Partiamo lunedi, direzione Toronto, 4 ore di volo, non tantissimo in realtà per gli standard della MLS; in più Toronto FC ci ha messo a disposizione un volo charter (ve l’ho detto che sono ricchissimi) dato che hanno richiesto di giocare questa partita di andata un giorno prima del canonico mercoledì per prepararsi poi al meglio alla sfida del weekend contro Orlando City di Kakà e compagni. Partiamo alle 14 di Vancouver, arriviamo in hotel alle 22.30 locali, giusto in tempo per la cena. Io poi decido di fare una camminata per la downtown, non ho sonno e voglio sciogliermi un po’ dal viaggio.

La mattina di martedì la sveglia é puntata tardi, le 3 ore di fuso orario si fanno sentire, meglio prendersela con comodo. La colazione con la squadra è alle 11 e allora non suonerà così strano se vi dico che uova e omelettes vanno per la maggiore; ci ho messo un po’ ad abituarmici, ma ora quando posso anch’io vado di scrambled eggs. Esco dall’hotel per neanche mezz’ora, giusto per respirare l’aria della giornata e capire il meteo che in Nord America è imprevedibile. Mi è capitato di non giocare partite causa neve a maggio, o partite rinviate per fulmini in pieno luglio.

Alle 13 è fissata la seduta di attivazione muscolare: corsetta, esercizi di mobilità e stretching. Poi il canonico riposo pomeridiano è d’obbligo, trovo che aiuti a rilassare e anche a far passare il tempo del ritiro. Il pranzo pre-partita è fissato più tardi rispetto agli usi italiani, ma non ci sarà poi una merenda, quindi alle 15.30 ci mettiamo a tavola e subito dopo riunione tecnica dove l’allenatore presenta il game plan, con formazione, compiti individuali e collettivi nelle varie fasi della partita: in possesso palla, in non possesso, in transizione offensiva, difensiva e calci piazzati. Alle 17.30 il pullman parte direzione BMO Field, stadio appena rinnovato a 30mila posti.

La serata é calda e tranquilla, campo perfetto, non ci potrebbero essere migliori condizioni. Noi giochiamo con un mix di giocatori esperti e giovani, tra cui un 15enne di grande potenziale, loro sono a tutta potenza. La partita è abbastanza bloccata ed essendo una finale di andata ci sta, nessuno vuole scoprirsi troppo. Noi abbiamo alcune occasioni per fare gol ma, non è una novità, facciamo fatica a metterla dentro. Loro hanno parecchi calci d’angolo e sono pericolosi con Giovinco, sopratutto con una punizione dai 30 metri calciata in maniera molto velenosa che sono attento a respingere.

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Siamo ancora noi i più propositivi ma poi la sfortuna ci scieglie e su un tiro dal limite di Giovinco, dove mi muovo bene sulla destra per parare, un mio difensore ci mette la gamba e la palla finisce nell’altro angolo: 1 a 0 per Toronto. Nel secondo tempo scendiamo in campo con la voglia di fare un gol, farebbe una grossa differenza nella partita di ritorno.

Siamo un po’ sulle gambe, o forse loro hanno capito come difendersi; non riusciamo ad essere pericolosi se non con le nostre torri su palla inattiva, ma è bravo il loro portiere a sventare le minacce.
Poi ancora Giovinco che vuole fare doppietta, prima con un tiro dal limite che finisce dritto dritto sul palo alla mia sinistra e poi dopo dove io ci metto la manona a deviare.

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Sono decisi a raddoppiare ma noi teniamo duro e cerchiamo con le sostituzioni di portare velocitá in attacco. Con un mio rinvio al volo lungo abbiamo una chance 2 contro 2 ma niente da fare. Dopo qualche minuto finisce 1-0 per loro.

Poco male, cè ancora tutta una partita da giocare mercoledi prossimo ed avremo i 20mila del BC Place di Vancouver dalla nostra…serve una grande partita, e siamo pronti a farla!